La Casa Museo


Info

I luoghi

Le sezioni di cui si compone la collezione Carlo Pepi sono ospitate prevalentemente a Crespina, nelle due sedi, la casa museo e il complesso di Montelisi.

Dopo la morte del collezionista, avvenuta il 23 agosto 2025, non è più visitabile il complesso di Montelisi dove erano ospitate opere del Novecento toscano, con particolare riferimento al territorio che si affaccia sulla costa tirrenica.

E’ attualmente in corso di ristrutturazione, per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, la Casa Museo Carlo Pepi, in via I gioielli, 13, dove il nucleo storico e principale della collezione, costituito prevalentemente da disegni e grafica dei Macchiaioli e dei loro allievi, si sviluppa fino ad abbracciare opere di artisti toscani, in particolare livornesi e di Maestri del Novecento, con una spiccata predilezione per la grafica.

Al termine dei lavori e del riallestimento della Casa Museo, sarà nuovamente visitabile, su prenotazione e secondo un calendario di iniziative, scrivendo al seguente indirizzo di posta elettronica:

collezionecarlopepi@gmail.com

Eventuali informazioni possono essere richieste anche per posta elettronica, rivolgendosi direttamente alla Responsabile della Casa Museo, Maria Francesca Pepi, nipote del collezionista.

Responsabile: Maria Francesca Pepi

francesca.pepi@gmail.com

Crespina

La Casa museo. Storia di una passione condivisa

Adagiato sulle prime colline pisane, il paese di Crespina è stato da oltre cinque secoli meta di villeggiatura di famiglie nobili pisane e fiorentine, che attraverso le dimore da loro fatte costruire ed affrescare, hanno lasciato testimonianza dell’apprezzamento verso la naturale bellezza di questi luoghi.
Le colline, comprendenti non solo Crespina, ma anche Fauglia, Usigliano, Lari, sono infatti costellate di ville, molte delle quali risalenti alla metà del Cinquecento. Ospiti illustri hanno soggiornato per vari periodi in queste colline.
Ma sono le descrizioni del tour di Giovanni Mariti, raccolte nei suoi resoconti di viaggio, intitolati Odeporico, i cui manoscritti sono conservati alla Biblioteca Riccardiana di Firenze, a costituire una preziosissima documentazione ed un valido strumento di ricerca per gli studiosi.
Cfr.
G. Mariti, Odeporico, ossia itinerario per le colline pisane, ms., Biblioteca Riccardiana, Firenze, 3508-3518.
G. Mariti, Odeporico, ossia itinerario per le colline pisane, Firenze, 1797-1799.
E, Lazzerini, A. Martinelli, A. Tosi, Le ville di Crespina: Belvedere, un caso esemplare, [s.l., s.n.], Bandecchi & Vivaldi, 1996.
M. A. Giusti, Le ville del Valdarno, Firenze, Edifir, 1996.
M. Zampilli, Le ville di Crespina, in “Toscana Arte 2000”, suppl. speciale del n.2 di “Toscana Arte 2000”, 198?, pp.9-11.

Dalla dimora di famiglia, la collezione Carlo Pepi aveva sede in due delle numerose ville dei dintorni di Crespina.

Per oltre 40 anni la collezione è stata visitata da comitive, studenti, curiosi e amanti dell’arte, a cui il collezionista volentieri presentava i tesori racchiusi nella sua raccolta. FAI, Italia Nostra, Rotary, nonché classi di bambini e ragazzi di diversi istituti scolastici hanno organizzato gruppi per la visita guidata. (Reportage della visita).
La casa museo, e successivamente anche il complesso di Montelisi, hanno aderito in più occasioni alle giornate di valorizzazione indette dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo e dalla Regione Toscana, prestandosi a collaborazioni con enti pubblici e associazioni culturali (come nel caso della IX Settimana della Cultura, per iniziativa dell’Associazione Culturale Cre-A, a cura di Erika Gabbani, con il patrocinio ed il contributo del Comune di Crespina o come nel caso delle diverse iniziative curate dall’Associazione Culturale Fuori dal Museo e di vari altri gruppi accomunati da finalità culturali e senza scopo di lucro).

Il complesso di Montelisi

Un’altra sezione della collezione era ospitata all’interno del complesso di Montelisi costituito dalla villa, dalla Fattoria padronale, con le antiche cantine e dagli annessi rurali, in cui si sono svolte per diversi edizioni manifestazioni di arte contemporanea e dove sono state realizzate installazioni site specific, alcune delle quali ancora visibili: di Cecco Ragni, Giacomo Verde, Yonel Hidalgo, Elisabetta Scarpini, Erica Sagona, Gloria Campriani, No Style Project.

Collaborazioni istituzionali

L’attività di divulgazione e valorizzazione dell’opera degli artisti di cui la collezione documenta, in più di un caso, il lavoro nelle diverse fasi di formazione (anche attraverso appunti, note, schizzi), si è concretizzata in varie modalità di collaborazione con istituzioni pubbliche e private: visite guidate, incontri con le scuole, prestiti di opere per mostre e per manifestazioni secondo specifici progetti dei soggetti organizzatori, come nel caso di particolare collaborazione protratta con il Comune di Follonica, per oltre dieci anni.